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La Federazione delle imprese del Belgio ha presentato il suo memorandum elettorale in vista delle elezioni del 2024.

L’obiettivo è rendere il Belgio “più forte” e riportarlo tra i primi posti in Europa attraverso un piano di misure completo, raggruppato in dieci priorità. Tra queste, l’abolizione dell’indicizzazione automatica dei salari e dello standard salariale.

Una proposta giá vecchia

Questa proposta non è nuova per la FEB, che l’ha avanzata già l’anno scorso, come riporta il quotidiano Le Soir.

Quindi la FEB auspica che l’abolizione dell’Index consenta al Belgio di passare a un sistema in cui le trattative sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro possano svolgersi liberamente, come avviene in altri Paesi.

Il Belgio è ancora all’avanguardia per quanto riguarda l’adeguamento dei salari all’inflazione, cosa che è “dannosa” per la competitività. dice la FEB.

Il direttore generale della FEB Pieter Timmermans osserva che ogni 10-15 anni è necessario un intervento politico per affrontare la situazione economica del Belgio.

Come accaduto con il caso del salto dell’index deciso dal governo Michel nel 2015.

All’epoca, il divario salariale del Belgio rispetto ai suoi vicini era del 16%. Da allora è sceso a circa il 15%.

“Possiamo rimandare il problema all’infinito. Ma voglio evitare a tutti i costi che i mercati finanziari prendano di mira il Belgio.

Se succede l’Italia, allora saremo noi i prossimi. E l’intervento dei mercati sarebbe la cosa peggiore di tutte. Tutti sarebbero vittime”, avverte.

in conclusione dice Timmermans, “ci sono dei bug nel nostro sistema”, ha illustrato il capo della FEB. “O facciamo un reboot e lo riavviamo, o non lo facciamo e il sistema si blocca.

Vedremo nei prossimi giorni la reazione del mondo politico belga.

Sopratutto del movimento riformatore (i liberali dell’MR) e del Partito Socialista.

Foto di Ingo Jakubke da Pixabay

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Redazione
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